Cabernet Sauvignon 2010 Kaesler Barossa Valley

20/01/2014

Kaesler Cabernet Sauvignon 2010

Cabernet Sauvignon 2010 Kaesler Barossa Valley SA

Tappo: Vaniglia, floreale, biscotti.

 

 

 

 

Esame visivo: All occhio e un vino consistente, quasi viscoso. Un rosso rubino profondo con sfumature porpora che rivelano la sua giovinezza. La glicerina rende questo vino brillante fin sopra le pareti del bicchiere. Vino che comunica la sua regione di provenienza gia’ dall’occhio.

Esame olfattivo. Molto intenso, all’apertura etereo con un pò di volatile. Complesso con tre ben distinte note descrittive. Fruttato di ribes e ciliege sovra mature, etereo e speziato con cioccolato/caffe e liquerizia. La qualità é limitata dalla sua stessa struttura alcolica che lo rende troppo aggressivo al naso e quindi un pò prepotente. Nella giusta occasione comunque questo vino si dimostra piacevole e senza bisogno di troppe cure esprime tutte le sue potenzialità, trovo difficile riconoscere le note caratteristiche del cabernet sauvignon che sembrano nascoste trà le pieghe della speziatura e in quella punta erbacea che si lega con il frutto del ribes.

Esame gustativo. Morbidezze a gogo. Alcoli e polialcoli sono il picco gustativo, tannini e acidi seguono con distacco e i sali minerali sono presenti ma poco percettibili. Vino che quindi tende alle morbidezze ma che per manca del dovuto invecchiamento per raggiungere una piena finezza e che addirittura decade un poco schiacciato dall’alcool nell’equilibrio generale.

Abbinamento: Grassezza, succulenza, untuosità, con buona aromaticità ma eviterei erbe troppo intense o spezie. Un vino che va bene con piatti sontuosi e grassi, brasato di cervo, cinghiale, gulash o boeuf bourguignonne. Uno dei pochi vini rossi che vedrei bene anche con un gorgonzola piccante abbinamento poco armonico, ma almeno lo regge. Sicuramente migliore con una toma o un formaggio ubriaco.

Note: Kaesler e’ una cantina storica di Barossa Valley. Stabilitasi qui fin dal 1845 la Kaesler family ha venduto l’attivita’ nel 1968 e dopo diversi cambi di mano l’azienda e’ diventata di proprieta’ di una famiglia di banchieri svizzeri.

Con una proprieta’ di 24 ettari la produzione principale si concentra su Shiraz, Grenache e Mourvedre, con uno stile di produzione caratteristico della Barossa valley dove prevalgono la struttura e la morbidezza a discapito della bevibilita’.

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Cork: Vanilla, red flowers, cookies.

Visual inspection: This is a young fleshy wine with a deep ruby red color and purple shades.

Smell test.Very intense wine, ethereal with a little bit of volatile. Complex with distinct descriptive nose notes. Blackcurrant and over-ripe cherries, spicy chocolate, coffee and licorice. The wine body is overpowered and makes it bit too aggressive

Wine with good softness but not enough aged for completely, express its potentiality, I find difficult recognize the characteristic cabernet sauvignon smells that seems hidden among ‘ the folds of spice, herb and currant fruits.

Palate. Softness a gogo, Alcohols, and polyalcohols are the peak of taste, tannins, and acids lower ones. Minerals are present but not very perceptible. This is a wine that tends to softness but with a lack in finesse which it will achieve in aging for a decade.

Pairing: Fatness, juiciness, oiliness with good aromaticity are the characteristics we need in food for a good match but I would avoid too intense herbs or spices. This is a wine that goes well with sumptuous dishes and fat, braised venison, wild boar goulash or boeuf bourguignon. It’s one of the few red wines that I would see well even with a spicy gorgonzola … not perfect combination but at least it holds it up. Definitely better with a toma cheese or a drunk cheese.

Notes: Kaesler family is a historic winery in the Barossa Valley settled down here since 1845. Kaesler family sold the business in 1968 and after several takeovers, the company now is owned from a Swiss bankers family.

With 24 hectares the main production is focused on Shiraz, Grenache, and Mourvedre, with a characteristic Barossa style where the body is the main character while drinkability is secondary.

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